I Martedì Critici

“Raccogliamo l’appello di Saviano”, di Roberto Gramiccia

Esse blog, 24 luglio 2018

Ad essere sinceri non ho mai amato Saviano a tutto tondo. Certi suoi atteggiamenti profetici, certe sue bagatelle a favore di libri che mentivano su Gramsci e la sua storia, certe debolezze da teatrante non mi hanno convinto. Lo dico con franchezza. Ma con la stessa franchezza dico che oggi il suo appello alla rivolta morale e politica contro il governo di Salvini e di Maio, comparso su la Repubblica, va accolto e sostenuto senza riserve.

Anzi, dobbiamo ringraziare Saviano del coraggio che dimostra. È vero che prendendo posizione lui rischia. Per lui sarebbe più comodo il silenzio o quanto meno la prudenza. Lui sceglie l’azzardo di una posizione aperta e di scontro. Subisce la denuncia di Salvini, redatta su carta bollata del Ministero dell’Interno. E per questo si guadagna il diritto di essere ascoltato.

C’è una cosa che mi piace nell’appello di Saviano: è che chiama tutti coloro che svolgono un ruolo pubblico a schierarsi e a uscire allo scoperto. Non solo gli scrittori, gli artisti, i teatranti, la gente di cinema e quella della musica ma anche i medici e il mondo delle professioni. Gli “intellettuali” direbbe Gramsci, quella che dovrebbe essere l’intelligenza critica diffusa e che oggi è carcerata nelle prigioni delle competenze specialistiche funzionali alla perpetuazione del sistema.

Certo – faccio un esempio che mi è familiare – che un medico deve scagliarsi contro un governo che mostra di essere disumano e, come il pifferaio magico, imbroglia la gente con la scusa dei migranti! Un medico deve farlo perché del suo mestiere è parte costitutiva essenziale una cosa che si chiama UMANITA’. Un medico privo di umanità non è più un medico. È così da millenni. Dal giuramento di Ippocrate! Ma è così per tutti coloro che svolgono una funzione pubblica e da questa traggono prestigio e autorevolezza.

Saviano chiama in modo accorato e sincero il mondo della cultura alla rivolta. Cita Sartre come non potrebbe non fare. Il filosofo dell’impegno permanente che va oltre l’accudimento del proprio “particolare” per farsi voce sociale e pubblica.
Per rispondere allo scandalo, oggi, non solo della chiusura dei porti, ma dell’imbarbarimento collettivo che fa più vittime di una pandemia. Oggi a infettarsi sono le coscienze. E Saviano lo denuncia con forza ed efficacia. Ascoltiamolo e trasformiamo la sua protesta in un coro assordante !

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