I Martedì Critici

“Out away back”, RICHARD NONAS a Torino

TORINO

NEOCHROME

Dal 26 aprile  al 2 giugno  2018

 

A cura di Filippo Fossati

Richard Nonas è uno dei massimi esponenti di una stagione dell’arte irripetibile. Nasce a Brooklyn nel 1936 e dalla metà degli anni ’60 vive a Manhattan. Studia letteratura e antropologia sociale all’Università del Michigan e all’Università della Carolina del Nord Continua le sue ricerche nel campo dell’antropologia vivendo e lavorando prima con la tribù dei nativi Papago nel deserto del nord del Messico e in Arizona, poi in villaggi di Inuit, nella baia di James e nel territorio dello Yukon, nel nord del Canada. La sua biografia comincia così. L’esperienza che ha fatto fino allora segna Richard Nonas e definisce il suo percorso, che continua ormai da quasi sessant’anni. I temi intorno a cui ruota tutta la sua opera sono quelli che lo hanno attratto fin da ragazzo: il rapporto tra gli esseri umani e la loro relazione con lo spazio che li circonda. Ogni scultura di Nonas esprime un sano rifiuto dei termini tradizionali di spazio e rileva le ambiguità nella sua percezione. Nonas ama scrivere e chiama le sue opere: “luoghi”. Il linguaggio che usa quando parla o scrive ricorda un mondo infantile, un mondo a più dimensioni istantanee, in cui l’energia vitale non si é ancora appropriata delle relazioni con l’esterno. È un dire con modi riflessivi e ponderati, che pensa al significato delle parole e al loro effetto generale. Anche il suo lavoro é così. Essenziale, sintetico, preciso e definito, senza l’apatico distacco dell’arte minimal. Il grande collezionista italiano, il conte Giuseppe Panza di Biumo, ha scritto nel suo libro di memorie: … Nonas è il più radicale degli artisti minimalisti che ho collezionato negli anni ’70. Ha trasformato la sua ricerca antropologica per la natura primordiale degli esseri umani nelle sue sculture. È uno scultore complesso nella semplicità di un’emozione pervasiva nella ruvida forma fisica astratta. La scultura per Nonas riguarda la condizione umana. È materia ambigua. Corporea e incorporea insieme. Ha una fisicità scientifica, una presenza fatta di materia, di legni, ferri, pietre. Contemporaneamente é immateriale, é la dilatazione della coscienza stessa, che emerge ordinata secondo gli schemi empirici e sintattici dell’artista. Nonas rende sensibile lo spazio fisico nelle energie che lo compongono e nel modo in cui si determinano di fronte all’intervento creativo. I suoi “luoghi” diventano lo spazio che vivono. L’artista li crea e li fa esistere per provocare una condizione fisica e anche uno spazio mentale. Anzi, sarebbe meglio dire uno spazio psicologico, cioè della densità che é propria dei fenomeni psicologici. Lo spettatore é spiazzato di fronte alla sua manifestazione. Lo sforzo di indagare la vita e stabilire via via i risultati e i comportamenti é maestoso e sublime. Del lavoro di Nonas mi intriga e attira la fenomenologia sottilmente riportata al sogno di modelli ideali. Una limitazione che restituisce all’umana ambiguità ciò che di naturale ha perso. [from The Excavation of Harrison Street, by Potassio Pliffi and Richard Nonas, Compress Publisher, NY 2018]

Da Neochrome, Richard Nonas presenterà un gruppo di sculture in legno e acciaio, tra cui una nuova serie a parete chiamata Ledger Drawings, ispirata ai disegni fatti dai prigionieri nativi americani detenuti nei forti dell’esercito americano durante le Guerre Indiane d’America del 1800 e 1900.

Le opere di Richard Nonas sono presenti nelle collezioni dei più importanti musei del mondo, tra i quali il MoMa e il Whitney di New York, Il Walker Art Center di Minneapolis, l’Art Institue di Chicago, il Moca e il LACMA di Los Angeles, lo Stedeliijk di Amsterdam, la Galleria d’Arte Moderna di Roma, la Tate di Londra il Musée d’Art Moderne di Ginevra, il Museo Pompidou e il Musée di Saint Etienne in Francia, il Mori Museum a Tokyo tra i tanti altri.

Le recenti installazioni permanenti su larga scala di Nonas includono opere a Bossolasco (CN), nel villaggio abbandonato di Vière, Digne-les-Bains, in Francia e alla Fondazione Ratti. Le sue mostre personali più recenti includono The Man in the Empty Space al MASS MoCA, Massachusetts, 2016, Richard Nonas all’Art Institute di Chicago, 2016-17 e una grande installazione di fronte al Grand Palais di Parigi, novembre 2017.

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