I Martedì Critici

“Muore a Roma a 86 anni Nicola Carrino, l’artista delle sculture in ferro e acciaio”

Artribune, 14 maggio 2018

Lo scultore, docente e membro dell’Accademia di San Luca, scompare a Roma, città in cui ha vissuto fin dagli anni Sessanta e dove ha fondato il Gruppo 1, movimento con cui intraprende una ricerca focalizzata sulla realizzazione di sculture con materiali industriali e sulla rilettura del rapporto tra materia e spazio.

È scomparso a Roma, all’età di 86 anni, Nicola Carrino, artista, membro dell’Accademia di San Luca e tra le figure più colte e sperimentali della scultura italiana del secondo Novecento. Tarantino di nascita, Carrino negli anni Sessanta a Roma fonda il Gruppo 1, movimento con cui intraprende una ricerca focalizzata sulla realizzazione di sculture con materiali industriali e sulla rilettura del rapporto tra materia e spazio.

L’ARTE COME RICERCA

Nato a Taranto nel 1932 e trasferitosi a Roma nel 1962, Nicola Carrino muove i suoi i primi passi nel mondo dell’arte come pittore. Nella Capitale fonda il “Gruppo1” insieme a Nato Frascà, Gastone Biggi, Achille Pace, Pasquale Santoro Giuseppe Uncini, iniziando a dedicarsi a una ricerca plastica, orientata alla ridefinizione dello spazio attraverso l’elaborazione di volumi regolari, di geometrie solide, di imponenti strutture realizzate con materiali industriali. “Architetture aperte, mobili, da costruire e decostruire continuamente: celebre la serie dei ‘Costruttivi trasformabili’, in ferro e acciaio, che vide la luce nel 1968-69 e che suggerì – in linea con la sensibilità di quegli anni – un’idea di scultura come esperienza processuale, mai compiuta, potente e insieme fragile, nella sua capacità di mutare insieme al paesaggio e all’osservatore: uno scontro caldo tra presenze, capaci di sottrarsi e di sommarsi, di collidere ed accordarsi, di essere ed evolversi, a un tempo. Molti, in tal senso, gli interventi pubblici e le installazioni monumentali, in dialogo con i contesti urbani”, come scriveva Helga Marsala in questo articolo del 2015.

LA CARRIERA E IL RICORDO DEL MONDO DELL’ARTE

Carrino, le cui opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche in Italia e all’estero, è stato docente di scultura in diverse Accademie di Belle Arti fino al 1992 e Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca nel biennio 2009-2010. Nel 1971 ha ricevuto il Premio per la Scultura all’XI Biennale di San Paolo del Brasile e nel 2010 la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica per la mostra antologica al MODO di Orvieto. La notizia della scomparsa di Carrino si è diffusa velocemente anche sui social, con commenti e saluti da parte di personaggi del mondo dell’arte italiana che con un post hanno voluto dare il loro ultimo saluto all’artista: “apprendo con grande dispiacere dagli amici pugliesi che oggi se n’è andato Nicola Carrino, uno dei più bravi e rigorosi scultori italiani del secondo Dopoguerra. Persona mite e sempre cordiale. Ciao Nicola e grazie per tutto quello che hai fatto per l’arte italiana a partire dal mitico Gruppo 1”, è il pensiero che ha scritto sul proprio profilo Facebook il curatore Alberto Dambruoso. E anche Artribune ricorda Carrino con il video che lo vede protagonista di uno degli appuntamenti de I Martedì Critici del 2015.

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