Galline pensierose, tra sculture e mimose

di Caterina Poli

Il  Parco  internazionale Sculture in Campo a Bassano in Teverina ha festeggiato l’8 marzo in maniera del tutto inedita, all’insegna dell’ironia, dell’arte e dell’emozione. Un omaggio alla donna dalle sfumature pungenti, che partendo da uno dei più classici epiteti attribuiti nel corso dei secoli, ovvero “gallina”, erge la figura femminile con fare disinvolto e burlesco, in un paesaggio dal richiamo squisitamente bucolico come quello del Parco.

L’iniziativa, intitolata Galline pensierose, tra sculture e mimose, si è tenuta presso una delle aree del parco SIC, Casetta Lola, ed è stata realizzata grazie alla collaborazione di tre associazioni del territorio bassanese, Sculture in Campo ETS, il Laboratorio Artistico Multimedia e l’Associazione  AMaCa , che rispettivamente si occupano di arte, musica  e letteratura, e con il patrocinio del comune di Bassano in Teverina e della Provincia di Viterbo.

La manifestazione ha tratto ispirazione e titolo, mutandolo, dal testo di Luigi Malerba, Galline pensierose, una raccolta di apologhi sulle galline, nel quale esse parlano, filosofeggiano e pensano, proprio come noi, ma con maggiore comicità e un pizzico di drammaticità filosofica. Da questi estratti  si sono intrecciate improvvisazioni musicali dell’ensemble di strumenti a fiato  Le coq est mort con Eugenio Colombo al flauto e sax, Roberta Coco all’oboe, Claudia Galli al fagotto, Nicola Sacco al corno, Teresa Spagnuolo al clarinetto, Giuppi Paone alla voce, Aurelio Tontini alla tromba,  azioni musicali  con i già citati Giuppi Paone, Aurelio Tontini ed Eugenio Colombo, i reading  degli estratti di Malerba di Francesca della Bona e la performance artistica di Silvia Stucky Siamo scontrose dedicata alle donne e alle galline, ovviamente.

“L’intro” è avvenuto nel Patio, con i saluti istituzionali da parte del Sindaco Alessandro Romoli e delle tre associazioni, ed è proseguito con la lettura di un estratto di Malerba accompagnato da un suggestivo richiamo per uccelli eseguito dal quintetto Le coq est mort, quale riferimento alla natura e ai suoni onomatopeici. La melodia  si è evoluta nell’esibizione artistica dei brani di J.S.Bach, tema all’imitatio gallina cuccu e  di  O.Respighi, La gallina.

Terminata questa prima performance, i musicisti si sono spostati all’interno della Casetta del Parco per il II atto, mentre gli artisti hanno  guidato il pubblico nell’area retrostante alla struttura per assistere all’imminente azione artistica. Con effetto sorpresa e richiamo “alla meraviglia” le finestre della Casetta si sono aperte per far uscire il “chiocciare” delle galline e suoni improvvisi, contrastanti.. estemporanei, alle volte quasi stonati che si sono trasformati in melodie più strutturate come Nella casa delle papere di E.Colombo, il tutto sovrastato e intervallato dalla straordinaria voce di  Giuppi Paone, in una performance che oscillava tra forma cantata e parlata, derivante dal linguaggio del  teatro moderno.

Atto III, ancora una volta la musica ha accompagnato il pubblico nella prima area espositiva del Parco, tra Umana Natura dell’artista prematuramente scomparsa Francesca Tulli, opera dedicata all’essere femminile e alla sua connessione all’essenza vegetale, e Sofficino e Rollo, opere  scultoree che indagano spazio, volume e  natura della scultrice e presidente del SIC Lucilla Catania. Alle letture degli estratti del Malerba di Francesca della Bona che hanno fatto sorridere, emozionare e riflettere si sono accompagnate le musiche di Stravinsky che hanno tradotto i testi in note.

Ultimo atto dell’evento  l’esibizione di Silvia Stucky, artista romana particolarmente attenta alle tematiche ambientali e sociali e nella poetica attratta dalla semplicità del quotidiano, che nella sua performance, letteraria e gestuale, ha affrontato l’ironia sotto vari aspetti, non perdendo mai di vista la sua importanza. Portando sull’avambraccio una piccola cesta in vimini al cui interno vi erano dei fogli ripiegati su se stessi con estratti letterari e citazioni, l’artista si è mossa tra opere come  Foglio di Lucilla Catania, la già citata Umana natura e SofficinoViti Stanche, Frangiflutti, Spicchio e Rollo, e per ognuna di esse ha letto e interpretato testi di Carla Lonzi, Vandana Shiva e Michela Murgia che indagano la condizione di essere donna. Al termine di ogni lettura ha lasciato il  foglio sulla scultura. Una sosta, un’opera, un pensiero…  qualcosa che testimonia il nostro passaggio, per non dimenticare ma per riflettere e migliorare.

Ogni foglio al suo interno conservava  un piccolo ramo di mimosa e una volta terminati “i pensieri”, questi ornamenti  sono stai donati al pubblico maschile presente alla manifestazione, un gesto che ha racchiuso ironia, rispetto e allo stesso tempo tradizione.

Galline pensierose, tra sculture e mimose è stato  un evento unico per contenuti e modalità espressive adottate, un evento esperienziale in cui il pubblico è stato coinvolto non solo sul piano intellettivo ma anche su quello sensoriale, sensibile, complice senza dubbio il contesto in cui si è svolto; una campagna agreste, con animali liberi che vivono insieme quali  galline (appunto), muse ispiratrici dell’intero progetto, conigli, oche, gatti, papere e cavalle!

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