L’Accademia di Belle Arti Ravenna lancia un appello per Mutonia. Sculture in campo ne riporta il testo a sostegno di un’iniziativa da accogliere e condividere, nel comune interesse della difesa e della conservazione del patrimonio artistico nazionale.
Ci associamo all’appello promosso dal Santarcangelo a sostegno del Parco d’arte “Mutonia”, fondato a Santarcangelo di Romagna nel 1990.
Esprimiamo profonda preoccupazione per la minaccia di sgombro che grava su un’esperienza divenuta, nle corso dei decenni, un punto di riferimento per il territorio
e per il mondo dell’arte.
Lo Stato non può causare, in modo diretto o indiretto, la distruzione del patrimonio artistico che la Costituzione gli impone di tutelare all’articolo 9.
Ci troveremmo di fronte a un paradossale cortocircuito se l’applicazione delle norme dovesse condurre alla perdita del sito, il cui rilevante interesse culturale
è stato indivudato dalla Soprintendenza competente già nel 2013.
Più in generale auspichiamo che le Soprintendenze siano dotate di strumenti utili a proteggere le opere e, se necessario. il contesto di complessi sensibili. Sottolineiamo il caso di Parchi
d’arte di indiscutibile valore il cui ambiente rischia di essere snaturato da radicali alterazioni paesaggistiche, quali la conversione industriale di suoli africoli limitrofi o fenomeni di speculazione edilizia.
Rileviamo l’assenza di una “Carta del rischio contemporaneo” , una risorsa strategica per difendere testimonianze materiali e immateriali che, sebbene suggano ai parametri
cronologici previsti dall’attuale quadro normativo, sono state tempestivamente riconosciute come beni culturali dalla comunità accademica e artistica.
Il supporto di Mutonia rappresenta quindi l’avvio di un percorso destinato a sfociare in un atto legislativo.
Come primo passo di tale itinerario, ci rivolgiamo al Comune di Santarcangelo di Romagna e a tutte le autorità competenti affinchè facciano il possibile per evitare che,
con la distruzione di Mutonia, si arrechi un danno irreparabile al patrimonio nazionale.