I Martedì Critici

WOLF VOSTELL e la serie “Calatayud”

MILANO

STUDIO D’ARTE CANNAVIELLO

Dall’8 marzo al 17 aprile 2018

 

La violenza è forse l’aspetto principale che emerge dall’opera di Vostell, una forma di energia che secondo l’artista dominava la realtà e che doveva essere “esposta” perché, usando le sue parole, “se una persona è consapevole della brutalità della vita compie azioni diverse, prevede a priori una difesa contro la violenza”. Questa è proprio la chiave di lettura delle opere presentate in mostra: 30 lavori, realizzati con lamina di piombo, fogli di riviste, matita e acquerelli, appartenenti alla serie “Calatayud”. Questi quadri-oggetto, creati nel 1973, racchiudono una forte componente drammatica a partire già dal titolo: Calatayud è infatti una piccola città spagnola dove fu perpetrata una conversione di massa della popolazione ebraica nel 1413. In queste piccole “cassette” appese a parete, si vede una sorta di sipario che cala su delle pagine di giornale che presentano eventi altrettanto dolorosi come scene di attacchi nazisti, fotografie della guerra in Vietnam, esecuzioni. All’interno di queste immagini sono infine “collocati” da Vostell dei disegni di strutture in cemento che tendono ad aumentare il senso di tragedia di ciò che lo spettatore osserva.

Wolf Vostell (Leverkusen 1932 – Berlino 1998) è stato una delle principali figure del movimento Fluxus e della storia dell’arte del ‘900. Ha elaborato, insieme – ma indipendentemente – ad Allan Kaprow, il quale però agiva in area statunitense, la pratica artistica dell’happening. L’artista ha lavorato usando sempre diversi linguaggi, spesso fondendoli tra loro: pittura, scultura, installazione, fotografia e videoarte. Fra le sue principali mostre: Retrospektive, Neue Nationalgalerie, Berlino (1974); Retrospektive, Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1974); documenta 6, Kassel (1977); Retrospektive, Colonia (1992); Wolf Vostell Artista Europeo, Fondazione Mudima, Milano (2010).

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