RIGENERARE BELLEZZA. Land Art al Giardino Antico di Villa Strozzi

MANTOVA

GIARDINO ANTICO DI VILLA STROZZI

Domenica 29 settembre 2024, ore 15,00 e 16,30

Viene offerta, alla nostra associazione Non Capovolgere, l’ideazione del Festival della Land Art, la possibilità di immergerci nel dialogo con le opere d’arte, con le installazioni di Candida Ferrari, Han Kampa, Lorella Salvagni, Felice Tagliaferri e Alberto Vettori.

Che cosa ci chiama, che cosa ci interroga quando entriamo in relazione con un’opera d’arte?

Le coordinate che abitualmente ci servono per le persone o i luoghi o gli oggetti, naturali o artificiali che siano, diventano transitorie o superflue, perché ciò che ci sta davanti oltrepassa l’individualità nostra e di chi l’ha creato, a margine di un contesto che non sempre si lascia decifrare con semplicità.

Come sottolineò per primo Schopenhauer nella sua originale riflessione sull’arte, ogni artista è un genio che ci consegna opere speciali, esercitando una seduzione sempre rinnovata e insieme archetipica: sono le idee eterne, matrici imperiture di platonica memoria, che vediamo attraverso i molteplici linguaggi dell’arte e, grazie a questo contatto diretto, annulliamo la forza opprimente della volontà, che genera la nostra inesauribile insoddisfazione.

L’arte ci risuona dentro con l’energia salvifica dell’universale, distaccandoci dalle miserie private di un mondo chiuso su se stesso, asfittico e vuoto, senza aspirazioni, senza libertà.

L’arte ci fa stare bene perché restituisce dignità alla contemplazione disinteressata, la cui unica meta è oltrepassare il ciclo continuo e frustrante dei nostri desideri inappagati.

Due secoli dopo le suggestioni di Schopenahuer, oggi più di allora la nostra realtà è permeata di occasioni per incontrare opere d’arte, dentro e fuori i luoghi deputati, le cornici e le pareti, le collezioni pubbliche e private. Le/gli artisti sconfinano con la loro caratteristica esuberanza nei molteplici passaggi della nostra vita: spesso sono loro a venirci a cercare, a interpellarci, a scuoterci mentre ci trasciniamo nella consuetudine dei nostri percorsi, solitari o condivisi.

Soprattutto le opere rivisitano con originalità i luoghi (piazze, edifici, paesaggi), quasi per sollecitarci a fermare il nostro sguardo su nuovi scorci di bellezza.

Ma non sempre la fruizione dell’arte può avvenire attraverso l’atto del vedere: troppo a lungo si è privilegiato questo senso sugli altri, impedendo a molte persone l’incontro con le opere.

L’originalità di un progetto artistico si gioca anche sulla sua capacità di includere e di aprirsi, inventando nuove modalità di contatto. Proprio su questa sfida si basano le opere presentate da Non Capovolgere per il Giardino di Villa Strozzi: una successione di interventi site-specific da incontrare anche  mediante l’alfabeto Braille. Questa modalità nuova di fruizione sensoriale rappresenta una conditio sine qua non: non un limite, piuttosto un’opportunità di condivisione totale, per chi potrà leggere l’opera d’arte e introdursi nel suo immaginario attraverso il tatto.

Anche per le/gli artisti si genererà un modo inedito di concepire il proprio fare, una scommessa sulla propria capacità di integrare forma, materia e idea, mettendosi al posto di chi non può vedere, ma ugualmente ha il diritto di partecipare al mondo della creatività e della bellezza.

Sarà un percorso arricchente, originale, dialogante e inclusivo, attraverso cui un Giardino storico sarà trasformato dall’arte e aprirà le sue porte davvero alla comunità, nella sua plurale e varia composizione e potenzialità.

Donata Negrini

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