I Martedì Critici

NONA INESCU, una lente ecologica sull’arte

PISTOIA 

SPAZIO A GALLERY

Dal 28 aprile al 12 giugno 2018

 

SpazioA ha il piacere di presentare, sabato 28 aprile 2018, alle ore 18, An animal that was once thought
to be a plant that transformed into stone”, seconda personale dell’artista Nona Inescu (1991, Bucarest),
negli spazi della galleria in Via Amati 13, Pistoia.

“Cosi nacque il corallo, e anchor ritiene
Simil natura, che nel mar più basso,
È tenero virgulto, e come viene
A l’aria s’indurisce, e si fa sasso.”
(Ovidio, Metamorfosi, Libro 4)

Sei una barriera corallina. Abbassa gli occhi sul tuo corpo. Sei diventata un corallo. Una parte importante  di questo ecosistema subacqueo.

Guardati attorno, nella tua nuova casa. Questa è una barriera sana, con una varietà di fauna e flora e diverse specie diverse di corallo, te compresa. Per sopravvivere, il corallo ha
bisogno di costruire e conservare il proprio scheletro. Il primo passo è raccogliere i mattoni principali: calcio e carbonato. Usa il tuo braccio tentacolare per afferrare uno ione di entrambi i tipi. Questi ioni si combinano e formano il carbonato di calcio, il componente principale del tuo scheletro corallino. Dovrai continuare a raccogliere ioni per conservare il tuo scheletro e rimanere in salute.
“Un animale che un tempo veniva considerato una pianta che si trasformava in pietra al contatto con l’aria…”.
La mostra raccoglie un insieme di lavori basati sulla ricerca tuttora in corso dell’artista sulle affinità e compatibilità tra corpi umani e non umani. Il corallo, che contrasta la propria morte, è la presenza non umana ideale nel teatro post-tragico della resurrezione. Al tempo stesso animale, vegetale e minerale, il corallo non solo mette in crisi la tradizionale divisione tra umano e non umano che privilegia l’eccezionalità e la resistenza dell’umano, ma occupa anche una temporalità alternativa attraverso la sua straordinaria resistenza al declino biologico. Attraverso una nuova serie di lavori, Nona Inescu immagina possibilità simbiotiche innescate da pratiche mediche e nutrizionali, come il consumo degli integratori di calcio corallino e l’uso del corallo per le protesi ossee. Il corallo, un animale sessile, è oggi diventato simbolo dell’accelerato cambiamento climatico e dell’acidificazione degli oceani. Di fronte alla loro imminente devastazione, le fragili barriere coralline e i corpi umani condividono le proprie vulnerabilità, in un esercizio di empatia incrociata.

Nona Inescu (nata nel 1991 in Romania, vive e lavora a Bucarest) ha completato gli studi nell’estate del 2016 all’Università nazionale delle arti a Bucarest (dipartimento Fotografia e Video) dopo aver studiato al Chelsea College of Art & Design di Londra (2009-2010) e all’Accademia reale di belle arti ad Anversa (2010-2011). La sua pratica artistica è interdisciplinare e comprende fotografie, oggetti, installazioni e a volte video. I suoi lavori, plasmati dalla ricerca teorica e letteraria, ruotano attorno al rapporto tra il corpo umano e l’ambiente e la ridefinizione del soggetto in chiave post-umanistica. Di recente, ha esplorato l’interazione dell’essere umano con elementi naturali e preistorici. Tra le ultime mostre personali, ricordiamo: Lithosomes alla Exile di Berlino (2017), Conversation with a stone allo SpazioA di Pistoia (2016), Her latent image alla Kube di Bucarest (2016), e Hands don’t make magic alla Sabot Gallery di Cluj (2015). I suoi lavori sono stati inclusi in mostre collettive come: Survival Kit 9 a Riga (2017), Life A User’s Manual alla Art Encounters di Timisoara (2017), Grotto Capitale alla Exile di Berlino (2017) e Gestures of Tomorrow al Kunstverein Nürnberg di Norimberga (2016).

 

http://www.spazioa.it/

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