I Martedì Critici

Il respiro di PAOLO ICARO

ROMA

 

FONDAZIONE VOLUME!

Dall’11 ottobre al 18 novembre 2017

Paolo Icaro (Torino, 1936), protagonista delle ricerche artistiche degli anni Sessanta, ha assunto da subito una posizione originale nella storia dell’arte italiana e internazionale; vicino all’esperienza dell’Arte Povera ha sviluppato un proprio linguaggio che rinnova la definizione stessa di scultura.
Vissuto tra Roma, Torino, New York e Genova, trasferisce questa sua attitudine nomade alla ricerca sui materiali e sulla forma, sperimentando il divenire dell’azione scultorea in relazione allo spazio.
Per la Fondazione VOLUME! Icaro sceglie di interagire con la storia e la natura emotiva degli ambienti, con la superficie bianca e le sue stratificazioni di senso che evocano le infinite possibilità proprie di un materiale come il gesso, utilizzato in molte delle sue sculture.
L’artista riveste l’interno degli spazi di Via di San Francesco di Sales con teli di polietilene, dipinti di bianco, che accarezzano le pareti di VOLUME!, facendosi epidermide sensibile e reattiva ad ogni alito di vento e al passaggio dello spettatore. Trasparenze e sovrapposizioni animano lo spazio che, attraverso l’intervento dell’artista, si trasforma in un luogo vivo, capace di restituire la memoria custodita dalle sue pareti.
In questa occasione l’artista reinterpreta alcuni elementi classici della sua poetica, continuando il percorso di sperimentazione sui materiali e sulla spazialità. L’uso della plastica, infatti, ricorda l’intervento realizzato a Roma nel 1968 per il Teatro delle mostre alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis, quando decise di ritmare lo spazio espositivo con un telo di polietilene fustellato (Buchi 1.000.000 + 1, 1968). Allo stesso modo l’uso della pittura su polietilene evoca il lavoro Tenda nera (1968) dipinto da Icaro fino all’altezza massima raggiunta dalle sue braccia, con questo gesto l’artista trasforma il proprio corpo in unità di misura della superficie.

Mantenendo costante la sua attenzione alla percezione, ora Icaro propone un lavoro che, muovendosi sul fragile equilibrio tra opacità e trasparenza, accompagna lo spettatore in un’esperienza di attraversamento delle emozioni e dei ricordi. Veste e allo stesso tempo smaterializza lo spazio, procedendo per sottrazione elimina ogni inciampo e lascia che il tempo, sedimentatosi sulla ‘pelle’ di VOLUME!, diventi superficie liquida in continuo movimento. La scultura di Icaro dà vita a nuovi spazi e, liberata da aspirazioni di immutabilità ed eternità, ribadisce ancora una volta il legame tra arte e vita.

Paolo Icaro (Torino, 1936. Vive e lavora a Tavullia, Pesaro) partecipa negli anni Sessanta alla stagione germinale dell’Arte Povera e prende parte alle mostre più significative di quegli anni come: Arte Povera – Im Spazio, Galleria La Bertesca, Genova (1967); Teatro delle mostre, Galleria La Tartaruga, Roma (1968); Arte Povera più Azioni Povere, Amalfi (1968); Op Losse Schroeven. Situaties en cryptostructuren, Stedelijk Museum, Amsterdam (1969); When Attitudes Become Form, Kunsthalle Bern, Berna (1969). Nel 1971 si trasferisce negli Stati Uniti, in Connecticut, dove avvia una riflessione ambientale e performativa della sua pratica scultorea, vicina alle correnti dell’arte concettuale e dell’arte processuale. A partire dagli anni Ottanta, dopo il suo rientro in Italia, tiene numerose mostre personali in istituzioni quali: PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano (1982); Palazzina dei Giardini, Modena (1987); Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento (1995). Nel 2011 partecipa alla 54. Biennale di Venezia. Nel 2014 realizza la mostra personale Appunti di viaggio 1967-2014 presso Peep Hole Milano. Nel 2016 è stato invitato alla XVI Quadriennale d’Arte di Roma e alla mostra L’Inarchiviabile, curata da Marco Scotini presso i Frigoriferi Milanesi. Sempre nel 2016 la monografia Faredisfarerifareevedere, curata da Lara Conte, è stata pubblicata e distribuita da Mousse Publishing. Recentemente ha inaugurato il suo progetto Un prato in quattro tempi presso il Chiostro dell’Università Statale di Milano.

http://www.fondazionevolume.com

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