I Martedì Critici

HERBERT HAMAK. At the end of the rainbow

MILANO

STUDIO LA CITTA’

Dal 31  marzo al 22 aprile 2017

 

In concomitanza con Miart e durante la design week milanese, Studio la Città presenta la mostra dell’artista tedesco Herbert Hamak: At the end of the rainbow, allestito per l’occasione all’interno del temporary space Doubletrouble95, in zona Navigli, e inserito all’interno del circuito Fuori Salone.

La mostra, che inaugura venerdì 31 marzo 2017, più che una classica retrospettiva delle opere dell’autore, si configura come “il racconto di una storia”, come ha spiegato lo stesso Hamak nel corso di una recente intervista: una storia che narra la sua genesi pittorica, l’evoluzione del suo studio sul colore e le modalità in cui ha imparato a dipingere, perché è proprio così che lui si definisce, un “pittore”.

In questo senso il titolo è molto significativo e racchiude in sé l’epilogo di questa ricerca. L’opera chiave dell’esposizione è per l’appunto una grande installazione multicolore, concepita per invadere di luce rifratta l’ingresso dello spazio espositivo, proprio come un arcobaleno.

Hamak trae ispirazione da un’antica leggenda irlandese, secondo la quale alla fine dell’arcobaleno si troverebbe un tesoro, o meglio, una pentola di monete d’oro custodita gelosamente dagli elfi. Arrivare al tesoro, secondo l’artista significa non tanto appropriarsi della ricompensa ma piuttosto percorrere una via, fatta, come i colori dell’arcobaleno, di molte sfumature; essa esiste, ma non è da tutti, né vederla, né crederci. Quando si mostra, la devi intraprendere senza paure, consapevole che stai lasciando ciò che conosci, per un tesoro posto in alto, che scoprirai nella sua interezza solo al termine della salita. Per l’artista il tesoro è l’arcobaleno stesso.

Per questa nuova serie di lavori, progettati con forme particolari e con diverse stratificazioni di colori, il rapporto con la sua prima opera policroma del 2015 è evidente. Millefiori, esposta nello stesso anno presso il Museo Maffeiano di Verona, all’interno della mostra Il Tesoro Misterioso, organizzata come evento collaterale dell’undicesima edizione di ArtVerona, può essere considerata, in un certo senso, come “l’opera madre” di questo progetto.

Tra la selezione di opere in mostra, oltre a lavori appesi a parete e sculture a terra di varie dimensioni e forme, saranno presentate anche alcune “colonne” adatte ad essere esposte all’esterno. Sarà inoltre pubblicato un pieghevole corredato da inserto con testo di Michael Haggerty, a disposizione presso il temporary space.

Questa importante mostra personale, che si svolgerà in un periodo di grande fervore artistico per la città di Milano, si inserisce in un programma di esposizioni internazionali, che vedranno coinvolto l’artista nella realizzazione di sue importanti installazioni site-specific a Cannes e New York e, successivamente, con una mostra personale in Brasile, presso la galleria Raquel Arnaud di San Paolo.

Herbert Hamak è nato nel 1952 a Unterfranken. Vive e lavora a Hammelburg. I suoi non sono lavori canonici di scultura, l’artista utilizza spesso nella sua ricerca sul colore, gli edifici, le loro facciate, i loro spazi come un pittore può utilizzare la tela o il telaio. Una delle chiavi della sua ricerca è il passaggio: di stato di, condizione, in cui colore e tridimensionalità nello spazio convivono in perfetta armonia. I suoi lavori più recenti presentano forme più complesse rispetto alle precedenti: richiami ulteriori a certi tagli dell’architettura, ma anche a certe forme della pittura rinascimentale. Tra le sue importanti mostre re- centi sono da ricordare: nel 2016, The Adventure of Our Collection I al Kaiser Wilhelm Museum di Krefeld e, nello stesso anno, Un racconto in sei stanze, a Palazzo Barbò di Torre Pallavicina; Il tesoro misterioso, nel 2015 al Museo Lapidario Maffeiano di Verona, Point Alpha, sempre nel 2015 presso la galleria Studio la Città, Verona; le personali del 2013 alle gallerie Xippas di Parigi e Tanit di Monaco; nel 2010 l’esposi- zione al Museum Haus Lange di Krefeld, curata da Martin Hentschel. Tra i suoi maggiori interventi pub- blici, sono da annoverare le installazioni presso la nuova sede dell’Università Bocconi di Milano (2008), all’Archiginnasio di Bologna (2008), al Museo di Castelvecchio, Verona (2007) e sulla facciata della Cattedrale di Atri, Teramo (2003).

http://www.studiolacitta.it

About The Author

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *