Fratello Sole, Sorella Luna. La natura nell’arte, tra Beato Angelico e Corot

Jean Baptiste Camille Corot, La Cascata delle Marmore a Terni, 1826-1828, Olio su tela, Roma, Collezione BNL Gruppo BNP Paribas

PERUGIA 

GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA

Dal 15 marzo al 15 giugno 2025

A cura di Costantino D’Orazio, Veruska Picchiarelli, Carla Scagliosi

Tra le opere più significative esposte a Perugia figurerà il formidabile Giudizio Universale di Beato Angelico, prestito eccezionale dal Museo di San Marco di Firenze; dalla Galleria dell’Accademia di Firenze giungerà l’enigmatica Tebaide di Paolo Uccello, qui anche con la Predella con il Miracolo dell’Ostia profanata dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino.
Dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia arriverà il celebre San Girolamo di Piero della Francesca, che dialogherà con lo stesso soggetto dipinto circa cinquant’anni dopo da Lorenzo Lotto, proveniente da Castel Sant’Angelo a Roma.
La mostra offrirà anche l’occasione per un inedito accostamento tra la Crocifissione di Antonello da Messina – dal Brukenthal Museum di Sibiu (Romania) – e la Crocifissione di Jan van Eyck della Galleria Franchetti alla Ca’ d’Oro di Venezia. Quattro disegni di Pisanello (dal Louvre di Parigi) saranno capaci di restituire l’attenzione naturalistica di questo grande interprete del gotico internazionale, pioniere dell’osservazione scientifica da parte degli artisti.
La Madonna del Roseto di Stefano da Verona, iconica raffigurazione della natura irreale nella sua perfezione, illustrerà la cultura figurativa tardogotica. A breve distanza di tempo, ma ormai in pieno Umanesimo, volumi fondamentali come il De Pictura di Leon Battista Alberti, la Summa de arithmetica di Luca Pacioli e il De Perspectiva pingendi di Piero della Francesca segnano un’epocale rivoluzione, codificando il sistema prospettico come strumento per la rappresentazione realistica dello spazio. Un focus sarà dedicato al Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, di cui giungeranno a Perugia due fogli dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano per indagare il suo contributo allo studio del volo degli uccelli, sia attraverso l’osservazione della natura sia attraverso la sua ricostruzione in forma di macchina.
Con l’Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna sarà affrontato il tema del valore simbolico degli elementi naturali, esplorato anche da pittori come Dosso Dossi, con la Melissa dalla Galleria Borghese di Roma, Paris Bordon, con la Sacra Famiglia dal Brukenthal Museum di Sibiu, Federico Barocci, autore di una commovente rappresentazione della Stimmate di san Francesco, che giungerà da Fossombrone, e Correggio, di cui sarà esposto il Ritratto di uomo che legge del Castello Sforzesco di Milano.
Il percorso si immergerà quindi nella visione idealizzata della natura attraverso i campioni della pittura classicista e barocca, da Annibale Carracci, con la Visione di Sant’Eustachio, a Giovanni Lanfranco, con l’Assunzione della Maddalena, dal Museo di Capodimonte a Napoli. Il momento focale dell’avvento di un approccio moderno alle scienze naturali, nella classificazione delle specie viventi (anche provenienti dal Nuovo Mondo), sarà evidenziato nel passaggio dalle raccolte tipiche delle Wunderkammern alle pubblicazioni di Ulisse Aldrovandi, mentre le scoperte scientifiche e astronomiche di inizio Seicento saranno rappresentate dallo straordinario manoscritto del Sidereus Nuncius di Galileo Galilei conservato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
Ricca è la sezione che si immergerà nella natura così come appare nei paesaggi tra Seicento e Ottocento: protagonisti saranno autori di enorme importanza nella storia dell’arte, quali Nicolas Poussin, William Hamilton, Donato Creti – con due prestiti eccezionali dai Musei Vaticani – Claude Lorrain e Giambattista Piranesi, fino alla chiusura della mostra, affidata alla Cascata delle Marmore, dipinta da Jean-Baptiste Camille Corot.

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