I Martedì Critici

Doppio Sogno. 
Arianna Bonamore & Primarosa Cesarini Sforza

di Roberta Melasecca

PERUGIA

CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA TREBISONDA

Dall’8 al 24 giugno  2018, ore 20,30

 

Il giorno 8 giugno 2018 alle ore 18.30 il Centro per l’arte Contemporanea Trebisonda presenta la mostra Doppio Sogno. Arianna Bonamore-Primarosa Cesarini Sforza, con un testo critico di Helia Hamedani e con il patrocinio del Comune di Perugia.

“Sulla superficie bianca di una carta o di una tela quante linee si possono tracciare? Quante storie si possono raccontare? Quanta libertà si può creare nello spazio delimitato dai bordi? La mostra Doppio sogno di Arianna Bonamore e Primarosa Cesarini Sforza, anche se non parla direttamente della relazione tra uomo-donna come il romanzo breve di Arthur Schnitzler, condivide profondamente lo stesso territorio intermedio e fluttuante tra conscio, semiconscio e inconscio. In entrambe le due artiste ritroviamo questo movimento ondulatorio, ancor meglio un andirivieni circolare tra queste tre zone.
Arianna traccia ragnatele geometriche e le espande verso infinite possibilità formali. L’artista sostiene di essere in pieno ascolto con le forme che le vengono mano mano suggerite dalle pieghe della superficie, dall’invisibile che diviene immaginabile. Le forme al primo sguardo sono tasselli con angoli inclinati e taglienti. Seguono una geometria tenace dal sapore gotico. Sottolineano la sua fascinazione per la simbologia sacra, la scuola pitagorica. Il mistero matematico racchiuso nelle strutture evoca uno sguardo verso l’alto, una visione astratta del cosmo. (…)
Lo stile ripetitivo, spesso indica un comportamento ossessivo che ritroviamo come elemento cardinale nella definizione dell’arte contemporanea. Come Freud insegna: ripetizione non è riproduzione. Il trauma viene ripetuto per liberarsi della coazione. Nell’arte ha a che fare con qualcosa in bilico tra passato e presente che mira catturare l’hic et nunc, il qui e ora, l’attimo, il flash.
La ripetizione è fortemente presente anche nel lavoro di Primarosa: nel ricamare, tagliare e incollare in modo rigoroso e costante. Sulla superficie bianca vengono ripetute forme familiari ed elementari; la sagoma della fanciulle senza volto (Persefone la regina degli inferi?), la casa, i fiori, le sedie, gli uccelli, la lepre, il filo cucito e altro ancora.
Con disegno, cucito e collage, le icone vengono tracciate e ripetitivamente messe insieme ogni volta in una articolazione diversa. Questo mondo apparentemente infantile, ha però sempre qualcosa di inquietante, di misterioso. Le ombre sopravvengono e le figure sospese sono liberate dalla gravità terrestre, dondolano nella favola. Primarosa lascia aperte porte per sperimentare il senso di volta in volta, un rito impalpabile che ci invita a camminare nell’incertezza. (…) (dal testo di Helia Hamedani)

 

 

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