La ripresa parte dalla Stazione dell’Arte, con la benedizione di MARIA LAI

di Valentina Gramiccia

Maria Lai, Ph. Elisabetta Loi, Courtesy Fondazione Stazione dell’Arte, Ulassai

Quest’anno ricorrono i quindici anni dalla fondazione della Stazione dell’Arte, museo d’arte contemporanea dedicato a Maria Lai ad Ulassai (in provincia di Nuoro), costruito nel 2006 grazie alla donazione da parte dell’artista di un certo numero di sue opere storiche. Ulassai è un luogo magico, con una vocazione naturale al contemporaneo. Nel 1981, infatti, il progetto Legarsi alla montagna vide tutti i rilievi e le abitazioni circostanti “allacciarsi gli uni alle altre ” con un nastro celeste di 27 km. L’idea e l’organizzazione dell’evento si pregiarono della firma proprio di Maria Lai. Il 2021 celebra contestualmente i quaranta anni da quella prima straordinaria performance collettiva.

Davide Mariani, attuale direttore della Stazione dell’Arte, in una recente intervista, ha annunciato una serie di interessanti appuntamenti legati al tema originario della relazione fra individui, della solidarietà e della partecipazione collettiva, centrali nella ricerca artistica di Maria Lai.

La programmazione si apre a febbraio con l’inaugurazione di una mostra diffusa dedicata alla figura di Gianni Rodari, allestita negli spazi del Borgo, con l’obiettivo di promuovere un dialogo fra il celebre scrittore d’infanzia e pedagogista piemontese e alcune opere dell’artista sarda installate nel suo “Museo a cielo aperto”. A marzo è prevista, inoltre, una grande antologica di Maria Lai, frutto del riallestimento della collezione permanente del Museo, Fame di infinito. La mostra sarà il proseguimento naturale di questo capillare lavoro di riordino che restituirà, come dice il Direttore Mariani, un quadro ancor più dettagliato della sua opera.

Marcello Maloberti, CUORE MIO (2019). Ph. Giorgio Muceli (part.), Courtesy Marcello Maloberti Studio, Fondazione Stazione dell’Arte e Fondazione di Sardegna

In primavera avrà poi luogo la prima edizione del Festival ARC (Arte Relazioni Comunità) il cui scopo sarà di promuovere l’adesione e la partecipazione attiva delle comunità al territorio di Ulassai, per scongiurare l’abbandono e lo spopolamento. Numerosi saranno gli incontri, le tavole rotonde e i laboratori che animeranno il Festival, al fine di valorizzare il patrimonio ambientale, paesaggistico, culturale e artistico di Ulassai.

Finalmente poi verrà inaugurata la mostra dell’architetto Stefano Boeri, Sii albero, già rimandata a causa della pandemia, che abbraccerà tutta l’estate. In autunno, infine, per la cura di Davide Mariani, farà mostra di sé Prima di Babele, collettiva focalizzata sulla ricerca di una selezione di artisti appartenenti a diverse generazioni e diversi linguaggi espressivi, fra pittura, scultura, video e performance, con un percorso espositivo che dagli spazi chiusi del Museo, si dipanerà nel Borgo fino alle montagne.

Ci auguriamo che lo spirito di rinascita della terra sarda, che fu della grande artista Maria Lai, possa ispirare ulteriori iniziative per uscire ancora “vivi e creativi” da questo durissimo periodo di forzatamente ridotta attività.

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