Prima di strappare il velo di maya, tanto caro a Schopenhauer, e poter conoscere il vero, bisogna che qualcuno quel velo lo abbia disteso per coprirci qualcosa. Quel qualcuno non è stato un dio. È stato certamente un uomo, un artista, un grande artista come grandi sono le sue opere. Coraggioso hidalgo, viaggiatore instancabile e impavido. Quel qualcuno è stato Christo.
Come i grandi amori si rivelano nell’assenza, così le cose del mondo, della terra e degli uomini ci appaiono più chiare dopo che qualcuno ce le ha occultate, ci ha negato temporaneamente la loro presenza. L’essenziale è invisibile agli occhi. Aveva ragione il Piccolo Principe. E lo sapeva bene Christo che tutti ricordano come il pioniere della Land art, insieme all’inseparabile compagna di vita e di arte Jeanne-Claude.
Da quando si conobbero a Parigi nel ’61, dopo che lui lasciò la Bulgaria, quei due maghi hanno “impacchettato” mezzo mondo: dalla Kunsthalle di Berna nel ’68 a Porta Pinciana di Roma nel ’74. Dal Reichstag di Berlino nel ’95 fino al Pont Nuef di Parigi nell’85. Ma è con la “scoperta” dell’America che la loro impresa si fa titanica, con l’esplorazione degli spazi sconfinati delle terre d’oltreoceano. Pensiamo ai 40 km di nastro di nylon bianco che attraversarono la California nel ’76!
I due arrivarono persino in Giappone, muniti di 1340 altissimi ombrelli blu (di 6 mt) che ripararono dalla pioggia una Tokyo rimasta a bocca aperta. Un’ossessione titanica quella di Christo di cingere monumenti costruiti dall’uomo e paesaggi generati dalla natura. La natura più profonda delle cose era ciò che lo interessava di più nelle sue imprese apparentemente folli.
Come quando volle farci camminare sulle acque nel lungo percorso del Floating Piers sul lago di Iseo (la sua ultima opera italiana, realizzata nel 2016). Un pontile galleggiante color giallo dalia lungo 3 km (realizzato a cura di Germano Celant). Un’installazione poeticissima, quasi mistica.
Christo si è spento pochi giorni fa all’età di 84 anni (la sua compagna Jeanne-Claude se ne è andata prima di lui nel 2009). Ha chiuso gli occhi come quando cala il sipario. Come chi fa un regalo e lo incarta che è come nascondere ciò che si vuole valorizzare. Nel caso di Christo: la vita.
