I Martedì Critici

“Gli ospiti”, di Giulia Del Papa

 

ROMA

CASA VUOTA, Via Maia 12

Dal 6 maggio al 30 giugn0 2017

A cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo 

 

Ospiti in cerca di una casa e una casa in cerca di ospiti. Questa la fortunosa coincidenza alla base dell’incontro tra l’artista pugliese Pierluca Cetera e i due curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. Il primo lavorava già dal 2013 alle sue sagome di figure umane dipinte su tela, persone o personaggi intenti in atti intimi e domestici, liberi di muoversi ed entrare in relazione tra loro. Pierluca pensava ad un luogo dove questi suoi personaggi potessero sentirsi a proprio agio, non solo un luogo dove essere esposti, ma uno spazio da vivere, da occupare con la propria presenza a tratti anche ingombrante. E quale luogo migliore di Casa Vuota? Il nome non è un caso, poiché si tratta di un appartamento in via Maia 12, nel quartiere Quadraro a Roma, sulle cui sorti Francesco e Sabino si interrogavano, nella volontà di renderlo uno spazio aperto alla cultura. Si dice che a volte la fortuna aiuta i più audaci e questo forse è proprio uno di questi casi. Casa Vuota offre il suo spazio chiedendo però un contatto, una relazione, poiché i due curatori hanno deciso di non modificare l’appartamento e di lasciare tutti i segni della vita dei precedenti proprietari. Il pavimento, la carta da parati, l’arredo del bagno, tutto porta i segni di qualcuno che ha vissuto quei luoghi e chiede all’artista di entrare in dialogo, di non pensarlo solo come uno spazio da esposizione, ma come uno spazio su cui riflettere e interrogarsi. Certamente le opere di Pierluca Cetera rispondono in maniera perfetta a questa richiesta e “Gli Ospiti”, la mostra inaugurale di Casa Vuota è frutto di un fortunato incontro. Le sagome dipinte dal pittore pugliese raccontano di una vita vissuta, come su un palcoscenico mostrano la loro intimità senza alcun pudore, noncuranti di chi li osserva. Quasi invadendo le pareti, si spogliano dei propri vestiti, si mostrano mezzi nudi con asciugamani o li porgono a chi si sta lavando. Dai loro sguardi a tratti lascivi si intuiscono relazioni, che potrebbero però capovolgersi spostando anche solo una figura al posto di un’altra. La loro pelle e i loro sguardi non raccontano di una bellezza aulica o armoniosa, ma parlano di quei sentimenti o pensieri che vorremmo tenere nascosti, come le calze smagliate sotto una lunga gonna. Gli Ospiti di Pierluca Cetera sembrano aver preso possesso della casa, occupando anche lo spazio dei proprietari, che messi all’angolo hanno deciso di abbandonare il campo. Liberi da supporti o da cornici, queste figure si muovono leggere direttamente attaccate alla parete e sospesi da terra guardano in viso gli spettatori. E’ un senso di precarietà a cogliere chi visita Casa Vuota, la percezione di un interrogativo costante, la sensazione di entrare in uno spazio-tempo che è stato, ma che forse ancora è nel fare oggi da cornice e supporto a quegli ospiti che sono lì, immersi in questa temporanea nuova vita.

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