
L’artista Bruno Ceccobelli ci consegna un’altra riflessione metafisica sulla Bellezza e sulla guerra, sul Sacro e sul profano, sulla realtà invisibile e su quella visibile: scrivendo così un altro capitolo della sua Storia dell’Arte Spirituale.
Mi sveglio: «Che giorno è? Che anno è? Siamo in guerra, in che guerra? Tutti giù per terra!».
Gli uomini sono fragili si confondono e si spaccano facilmente, molto spesso cambiando parte arriva loro un’anima ribelle.
Allora, stare dalla parte del Bellus (bello) o del Bellum (guerra)?
L’ego-economia è la teologia del capitalismo, in essa esiste solo l’economia dell’edonismo materiale, quest’umanità non ha più la coscienza dell’ispirazione Divina, né ha più bisogno della sua Grazia; per quale motivo il capitalismo democratico, o dittatoriale che sia, ha bisogno, per prosperare, delle guerre?
Per via dell’istinto di sopravvivenza rettiliano: il terrore, l’orrido, lo sgraziato, l’antiestetico, per paura, sono più contagiosi, più reattivi, pertanto più ipnotici e facili da imporre, da vendere!
Oggi, senza più Bellezza, né poiesis, solo una gaia inco-scienza, senza più ideali, eccoci sprofondati nell’ignavia democratica, per di più con una cultura spezzettata già cotta e digerita; è l’inconsistenza di un sapere rigurgitato? Abbiamo sorpassato la Fine della Storia*?

Addio verità, benvenuta falsità; un uomo è una parola sola, perché la parola è un’anima, la parola crea, ora una parola tradita è un’anima persa, una bugia distrugge, ammala, una serie di bugie fanno una guerra…
Nel vangelo di san Matteo si dice che, “non si possono servire due padroni contrapposti”.
Mammona: termine in aramaico per dire: ricchezze e guadagni; per estensione egocentrismo, avidità, avarizia, edonismo, idolatria del lusso.
Mammon Art, è un’arte commerciale, un’arte capitalistica, il maquillage dell’arte, un trucco del mercato.
Poi c’è, parallelamente, un’arte espressione dell’Assoluto: un’Arte Metafisica, un’Arte Astratta, un’Arte Spirituale, simbolica, iconica, trascendentale, sacra.
E’ l’Estetica Sacra come la kalokagathia (dove il bello estetico, il buono morale e il giusto spirituale si compenetrano) prospettiva interiore di un’ascesi attraverso l’intuizione come via di accesso al Divino.
Uno dei nomi di Dio è Bellezza.
C’è stato un pittore del Novecento, più unico che raro, che attraversò tutte le Avanguardie senza esserne toccato, anzi le evitò come la peste; per rimanere in quell’alveo intimo spirituale travagliato di una pittura perenne del quotidiano, versante del sacro.
Un artista fuori moda, un uomo tutto d’un pezzo, di una solida fede cristiana: il pittore parigino George Rouault** (1871-1958); ne è testimonianza il suo celebre ciclo di opere Miserere***, 58 acqueforti incise su lastre di rame, concepite il giorno della morte di suo padre nel 1908 e progettate tra il 1914-1917, completate nel 1923, ma stampate solo dal 1948: questo drammatico capolavoro lo impegnò per quindici anni.

Miserere°, miserere
Miserere, misero me
Però brindo alla vita
Ma che mistero è la mia vita
Che mistero
Sono un peccatore dell’anno ottantamila
Un menzognero
Ma dove sono e cosa faccio?
Come vivo?
Vivo nell’anima del mondo
Perso nel vivere profondo
Lo stile pittorico di Rouault rimase sempre quello dei Fauves, all’École des Beaux-Arts fu, dal 1891, allievo del grande metafisico simbolista e colorista… l’artista Gustav Moreau: dal maestro assorbì idee e materia luminosa.
George fu veramente amato dal suo mentore tanto che alla sua scomparsa diventò il primo “conservatore” del Museo Gustav Moreau di Parigi.
Rouault fu segnato fin dalla nascita; ricorda di essere nato in una cantina nel 1871 durante un bombardamento nella rivolta della Comune di Parigi; questo evento drammatico lo portò ad ammirare la sofferenza come motore della disciplina verso la propria “resurrezione”.

Carattere rigoroso, malinconico, solitario, indipendente e a volte depresso; comunque mai compromesso con il mondo accademico o con la mondanità ed è considerato dai fedeli e teologi dei “Neotomisti”°° il maggior artista dell’estetica cristiana del Novecento.
Il Miserere fu una preghiera incisa o “ardente confessione”contro la prima e la seconda guerra mondiale: quelle sue visioni espressioniste erano icone contemporanee, considerate “deformi”, mettevano insieme sia la profana miseria umana, sia facevano intravvedere egualmente in esse la loro sacralità; Rouault così illustrava la grazia della pietà umana; «Signore perdonaci» esponeva, illustrando la supplica quotidiana “Pietà di me, o Dio, secondo la grande misericordia” (salmo 50 del Miserere).

Le guerre non iniziano dalle fucilate o dalle bombe, ma nascono da conflitti intimi, dal tradimento di se stessi, anime che vendono la propria fede e la speranza, pronte a rinnegare il motore biologico archetipale… quello dell’inizio, il nucleo fondante, quello del profondo, il centro, il paradigma, il Padre Nostro; perdendo Dio perdono la vita… povere anime sprecate!
Certamente la verità assoluta non è umana… quindi, se non c’è più da fare il paragone con quella verità divina, in quel momento tutto crolla

L’Egomania capitalistica sostituisce il Sacro con gli obblighi razionali detti umanistici… ecco i suoi principi: prima la giustizia in funzione burocratica finanziaria, poi i doveri alle leggi “mammoniche” e infine i diritti materiali, anche se molte volte sospesi…
Nel 1971 pubblicarono i suoi scritti postumi “Sur l’Art et sur la Vie” sono lettere ai suoi amici teologi e padri confessori, note, poesie di esemplare chiarezza.
Odiava la pittura letteraria propria degli intellettuali parigini: così diceva: «Misurarsi con il reale, ma non fare a meno della lezione dei maestri; rendere l’arte moderna pari all’arte dei Musei; a questo fine, diffidare della pittura letteraria che confonde arte e idee, pensare in termini di plastica (forma, colore, armonia e avere a cuore di possedere il mestiere, essendo, come Daumier, un buon operaio e amando il lavoro ben fatto, come Degas) ciò che implica il disdegno e il rifiuto della virtuosità».
Tutti i suoi personaggi pittorici sono aggirati da contorni di segni neri pesanti che coprono il peso dei loro peccati; ispirato dal suo primo lavoro come vetraio di chiesa, oltre ai suoi Ecce Homo contorti, ci sono le molteplici maschere facciali: uomini decaduti, poveri pagliacci, prostitute stanche, giudici grassi e superbi, mendicanti emaciati; i pochi squarci di colori bianchi che appaiono sono sempre offuscati dai grigi, sono alla sua maniera, la fievole luce della loro resurrezione.
George scriveva convinto: “L’atto di dipingere è ipnosi, obbedienza. Devi sparire tu perché appaia il quadro.”
“Sono stato così felice di dipingere, pazzo per la pittura, dimenticando tutto nel più nero dolore”
“Le rappresentazioni di situazioni umane miserabili e le rappresentazioni del Dio fatto uomo fanno parte della stessa realtà, condividono la stessa storia”.

°Se c’è una notte buia abbastanza
Da nascondermi, nascondermi
Se c’è una luce, una speranza
Sole magnifico che splendi dentro me
Dammi la gioia di vivere
Che ancora non c’è
Miserere, miserere
Quella gioia di vivere
Che forse ancora non c’è
I suoi personaggi sfrontati e aggressivi, nella loro presenza-assenza, risultavano ai più, brutti; George ne era cosciente e rispondeva che erano brutti perché veri.
Diceva: «Vedere l’anima sotto l’abito».
George Rouault era contro il verismo perché considerava il visibile come brutto e il l’invisibile come bello.
Infatti la vera bruttezza di certi uomini è più all’interno, brutti dentro vuol dire che hanno rinnegato il loro principio di vita, la loro sacralità e lottano contro se stessi; mentre la bruttezza fisica è solo apparente.
Il suo concetto cristiano era questo: per fermare gli avversari o i mali del mondo non occorrono guerre o ribellioni, ma semplicemente sacrificare se stessi: il proprio orgoglio, l’egoismo, la vanità, l’avarizia, l’invidia, perfino una crocifissione di questi “peccati minori” per amor di se stessi e quindi di tutta l’umanità salverebbe il mondo!
Accadrebbe l’effetto farfalla.
Un’azione non pubblica caotica e violenta, ma un’intima metanoia°°°, come misura di tutte le cose.
Invadiamo noi stessi invece che altri paesi.
George scrive ancora: “Ci si domanda se la bomba atomica non sarà il nuovo idolo… quando non si crede più ad uno slancio spirituale e la forza materiale ha la meglio troppo spesso visibilmente o ipocritamente”.
Scommettere così sul migliorare il proprio carattere, per obbligarci ad un’azione chirurgica diretta, a costo zero, sarà più efficace, punire se stessi, noi siamo gli altri, noi siamo tutta l’umanità e tutta l’esistenza e dunque potremmo svolgere un’operazione omeopatica, similia similibus.
Riusciremo a vedere e ad ascoltare meglio la (nostra) realtà attuale grazie alla Grazia dell’intuizioni cristologiche del maestro George Rouault?
Eh Signore, Miserere, perdona loro per l’arte mammonica!

*La “Fine della Storia?”: mi riferisco al saggio di Francis Fukuyama scritto nell’estate del 1989 nel quale l’autore sostiene che la caduta di tutti i sistemi ideologici socialisti e comunisti sarebbe avvenuta con la caduta del muro di Berlino, di conseguenza la scelta più giusta definitiva degli stati internazionali sarebbe dipesa per una democrazia liberale capitalistica… Ma con il mio punto interrogativo metto in dubbio tale tesi perché nei popoli esistono sempre delle guerre economiche sotto le apparenze degli impulsi reazionari, nazionalisti, imperialisti o religiosi.
**George Rouault: fin da ragazzo ho amato questo pittore così melanconico e intimo, che mi commuoveva, sentivo nei suoi segni una disperazione dell’umanità per la perdita della propria anima e di Dio. Nel 1994 riuscii ad acquisire una sua incisione originale il “Miserere” tavola n° 1 del 1923, firmata G. R., su carta color seppia, messa subito in camera da letto; in quel periodo gli tributai un omaggio con una litografia stampata a Roma nella famosa stamperia R. Bulla, dal titolo “Tris”. Da poco ho scoperto la Cittadella Pro Civitate Cristiana di Assisi, nella cui galleria c’è un bunker con molti lavori fantastici di Rouault; il suo fondatore, Don Giovanni Rossi, andava spesso a Parigi e aveva una particolare amicizia con George.
*** “Miserere”: incisioni in bianco e nero di George Rouault realizzate tra il 1914-1923 ispirate al dolore tragico della prima guerra mondiale incentrate sulla figura del Cristo come pellegrino del riscatto dei peccati dell’umanità: tra la pena della miseria umana e una compassione divina.
°“Miserere”: canzone scritta da Adelmo Fornaciari detto Zucchero incisa nel 1992.
°°Neotomisti filosofi e teologi concordi nel fatto che l’inizio della creazione, cosa buona e giusta, coinciderà con la fine del mondo, quando Dio assolverà tutti i peccatori… idee portate avanti nel Novecento da Papa Leone XIII°, dal teologo Jacques Maritain, al Cardinal Carlo Maria Martini, da Papa Paolo VI°, a Papa Giovanni Paolo II° e anche a Papa Benedetto XVI°.
°°°Metanoia: (dal greco metànoia, composto da meta = oltre/dopo e noéō = pensare/intendere) indica una conversione profonda, un sottosopra del modo di pensare, di sentire, di valutare e di agire.