Dal 20 maggio al 2 giugno 2019
A poco più di un anno dalla scomparsa prematura di Antonio Mercadante, critico d’arte romano fuori dagli schemi e dotato di spiccata sensibilità visiva, a partire dal 20 maggio 2019 l’Accademia di Belle Arti di Roma gli rende omaggio con una mostra di 12 artisti da lui seguiti e sostenuti, e con un volume che dà conto della sua trentennale attività. Ne emerge una figura di studioso complessa e versatile, animata da una perenne ricerca di autenticità, anche quando ha trasformato la sua innata vocazione critica in prospettive progettuali.
Il luogo in cui Antonio è ricordato si lega intimamente al suo precoce talento nello scoprire artisti e nel valorizzarne il linguaggio. Giovanissimo ma già fiero avversario delle formule che rendevano spesso oscura e involuta la critica contemporanea, nel 1986 inaugurava le prime personali di giovani accademici, poi divenuti maestri affermati, alla Galleria Al Ferro di Cavallo in via di Ripetta. Alessandra Giovannoni e Vincenzo Scolamiero esordivano allora, accompagnati dalle sue presentazioni sempre limpide e appassionate. Oggi entrambi espongono per ricordare l’amico e interlocutore insostituibile, accanto ad altri pittori e scultori amati o scoperti dal critico: Renato Carosone, Salvo Catania Zingali, Giulio Catelli, Carmelo Giallo, Gaetano Giuffrè, Guido Giuffré, Paolo Guarrera, Giovanni La Cognata, Ruggero Savinio, Luciano Vadalà.
Mercadante è stato saggista, fotografo e documentarista, ideatore di una linea di objets dérivés per i musei italiani e francesi, poliedrico organizzatore di mostre e restauri. Capace di riconoscere come pochi la verità espressiva tra le pieghe del colore e della materia, col suo lavoro condotto tra Roma e la Sicilia, Antonio ha teorizzato e dimostrato come la figura del critico sia stata talvolta sopravvalutata e come il ruolo di chi sceglie di mediare tra l’arte e il pubblico debba custodire un profilo etico, pedagogico e civile. I suoi scritti, con la coerenza delle sue posizioni e scelte, oggi lo dimostrano.
Il titolo Paesaggi umani evoca la predilezione di Mercadante per la figuratività, spesso difesa con passione in contrasto con l’intellettualismo di molta arte contemporanea. Erano umanissimi anche i legami che Antonio stringeva con i suoi artisti, con i quali sapeva costruire un dialogo intimo e illuminante, che rendeva vivo e fertile il suo lavoro.
La ricerca su questa personalità appartata della nostra critica d’arte vuole offrire qui una prima occasione di approfondimento, per riconsegnare al dibattito contemporaneo le posizioni e i convincimenti di una voce tanto acuta e originale del nostro panorama culturale.
l volume “Paesaggi umani. Antonio Mercadante, i suoi scritti e i suoi artisti”, a cura di Walter Angelelli, Francesca Bottari, Stefano Petrocchi (Gangemi Editore) sarà presentato venerdì 31 maggio 2019, dalle 16.30 alle 19.30, presso l’Aula Magna dell’Accademia delle Belle Arti di Roma.
