I Martedì Critici

L’ARTE E LA CROCE

58191-Mimmo_PaladinoMASSA (MS)

PALAZZO DUCALE

Dal 14 gennaio al 19 febbraio 2017

Si intitola “L’arte e la croce” la mostra che sarà ospitata nelle sale del Palazzo Ducale di Massa (Ms), da sabato 14 gennaio – vernissage alle ore 17 – fino al 19 febbraio, ultimo evento espositivo del ciclo “Oltre l’immagine” organizzato dall’Associazione Quattro Coronati in collaborazione con il Comune di Massa. Una rassegna che dallo scorso settembre ha ottenuto nelle precedenti tre mostre un grande successo di pubblico e critica proponendo artisti “ fuori dagli schemi” per la loro originalità sia nell’uso dei materiali che nei temi proposti come Dany Vescovi, il duo Bertozzi & Casoni e Marco Cornini. L’ultima mostra, curata come le altre da Mauro Daniele Lucchesi, affronta il tema più antico e mai risolto dall’uomo, la spiritualità, il “divino”. In mostra 27 opere di 22 artisti che interpretano questo tema secondo la loro sensibilità e il proprio linguaggio e che spaziano in tutti i campi artistici: pittura, scultura, fotografia e installazioni. Tra questi nomi consacrati nella storia dell’arte italiana e internazionale come Sandro Chia, Mimmo Paladino, Nicola De Maria, Gian Marco Montesano, Romano Cagnoni, Mario Ceroli, Hermann Nitsch oltre ad altri artisti di indiscussa fama e valore come Nicola Bolla, Arnold Mario Dall’O, Giovanni Manfredini, Piero Mosti, Lorenzo D’Andrea, Federico Guida, Nicola De Maria, Agostino Arrivabene, Michelangelo Galliani, Dany Vescovi, Marco Cingolani, Franco Marrocco, Pino Deodato, Marco Biscardi, Dania Zanotto, Leonida De Filippi. Il percorso espositivo si snoda tra la Sala degli Specchi e il Salone degli Svizzeri di Palazzo Ducale splendido edificio cinquecentesco situato nella centralissima Piazza Aranci costruito dai Cybo Malaspina. Ogni opera esposta rappresenta l’approccio laico, sia conflittuale che spirituale, di ogni artista con la religione e la fede e in particolare con il simbolismo della croce. Chi la vede in modo arcaico come Mimmo Paladino, o chi invece come forma di denuncia come De Filippi dove la sua croce di legno e filo di ferro dipinto in rosso è dedicata alla tragedia di Aleppo indicando la mancanza di religione in quel luogo tormentato dalla guerra. Oppure la fede indagata in modo scandaloso e irriverente come il paramento sacro intriso si sangue di Hermann Nitsch, uno dei massimi esponenti dell’Azionismo viennese. “In passato il rapporto tra arte e religione – spiega il curatore Mauro Daniele Lucchesi – viveva di reciproca dipendenza rivelando la condizione rituale, culturale, individuale e collettiva che corrisponde alla primordiale sacralità della vita. Nella nostra epoca molto spesso l’artista evita di legare la sua espressione alla religione risultandone una figura più meditativa e incerta. Ambiguità, autocritica, ironia si insinuano nell’opera, l’esclusività e l’intimità del rapporto fra chi guarda l’opera che genera stupore, meraviglia, fascinazione (o il contrario), consente di porsi nella condizione di percepire la “spiritualità”, la “sacralità”, il sentimento “religioso”, di avvertirla come “sensazione” senza doverla riconoscere necessariamente nelle forme o nei simboli della tradizione”. “La mostra propone opere di vari artisti uniti da un tema – aggiunge Michela Simona Eremita, che ha curato il testo critico-, che diventa occasione per una riflessione sulla morte e sulla spiritualità estesa anche al pensiero laico. Questi artisti, infatti, con diversi linguaggi e diverse materie, con più o meno levità, portano nel nostro tempo quello che è un tema che convive con l’uomo nella sua consapevolezza di essere caduco, permettendo, nella varietà, allo spettatore di rinvenire la propria affinità di pensiero e sensibilità”. Il catalogo è edito da CLD libri con testo critico di Michela Simona Eremita.

http://portale.provincia.ms.it

 

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