I Martedì Critici

I Martedì Critici a colloquio con MOATAZ NASR

 

IL CAIRO

ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA ITALIANO IL CAIRO 

26 settembre 2017, 19,30

A cura di Alberto Dambruoso e Paolo Sabbatini

Martedì 26 settembre riprende la stagione autunnale de «I Martedì Critici», gli incontri con i protagonisti della scena contemporanea organizzati dall’«Associazione Culturale I Martedì Critici», giunti al nono anno di attività.
La programmazione prevede la partecipazione di numerose figure di primo piano del mondo dell’arte contemporanea, attive in Italia e all’estero, in una serie di appuntamenti che si svolgeranno in diverse sedi, alternandosi tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – La Farnesina, il Tempietto del Bramante sul Gianicolo, sede dell’Accademia di Spagna, e l’Accademia di Belle Arti di Roma, oltre che all’Istituto Italiano di Cultura Il Cairo.

Ospite del primo appuntamento stagionale de «I Martedì Critici», il secondo in assoluto all’estero, sarà Moataz Nasr (Alessandria d’Egitto, 1961).

Artista egiziano, indissolubilmente legato alla sua terra d’origine, perfettamente calato nella società contemporanea, Moataz Nasr è in grado di parlare un linguaggio universale, unanimemente decifrabile, dalle coordinate chiare tanto al mondo orientale quanto a quello occidentale. Pittura, scultura, fotografia, video-arte sono i mezzi che l’artista utilizza per interpretare e comunicare ciò che osserva, gli strumenti che adopera per raccontare quel che elabora e comprende. Oggetto di analisi è il mondo, nell’esame delle macro trasformazioni di vasta portata o dei piccoli, continui ed impercettibili cambiamenti che lo attraversano. L’Egitto, Alessandria e il Cairo, le terre che l’artista vive e respira quotidianamente, così come i luoghi di temporanea adozione, rappresentano, al tempo stesso, per ogni opera realizzata, realtà ed astrazione. Da un lato, infatti, l’ispirazione è nei luoghi reali, negli affetti, nelle tradizioni e nella cultura che Nasr riconosce e assorbe in ogni dove, dall’altro la concretizzazione avviene nel superamento dei limiti geografici, dei confini, delle lingue, delle paure e delle speranze di ogni popolo, e nella ricerca dell’universalità. Se da un lato, infatti, la lingua del Corano, gli slogan politici di The Maze (2011) rappresentano il legame con la terra egiziana e con la sua gente, dall’altro la sacralità della libertà, la sua precarietà, l’omaggio alla lotta politica e alla difesa dei diritti civili evocano una dimensione universale, valori tanto assoluti ed incondizionati, quanto fragili e caduchi. Così in The Mountain (2017), l’opera presentata alla 57th Biennale di Venezia, da un lato l’Egitto nella storia di un piccolo villaggio, desolato, solitario, immobile per la paura di vivere e di scegliere il proprio destino, dall’altro l’attuale condizione del genere umano, disorientato e spaventato dinanzi all’imponenza di una montagna, nell’immaginario comune, tanto orientale quanto occidentale, simbolo di ignoto, demoni e paure, ma anche di forza, coraggio e determinazione: in essa Nasr cela l’eterna esortazione alla ricerca della libertà, a guardare oltre ciò che appare definito ed immutabile, scalarla significa comprendere, scegliere, superarla significa farsi artefici del proprio destino.
È un approccio sociologico, quello adoperato dall’artista, un’analisi delle afflizioni che la società d’oggi impone ad un uomo completamente incapace di difendersi. È così che Nasr ricorre alla forza rinvigorente dell’arte e al suo insito potere di risvegliare le coscienze assopite, di abbattere i falsi miti e di infrangere deleterie e opprimenti illusioni collettive. Con una formazione di stampo economico, attraverso molteplici linguaggi artistici, Moataz Nasr affronta problematiche filosofiche, storiche, geografiche, politiche, sociologiche, muovendosi in uno spazio che va dall’Africa al resto del mondo.

Tra le mostre personali più recenti, si ricordano: Collision, Lawrie Shabibi, Dubai, Emirati Arabi Uniti (2012); Moataz Nasr / Hidden Landscape, Akershus Fortress, Oslo, Norvegia (2012); THE Journey of a Griffin, Villa Pacchiani Centro Espositivo, Santa Croce sull’Arno, Italia (2013); Harmonia, Centro Espositivo per le Arti Contemporanee SMS, San Michele degli Scalzi, Pisa, Italia (2013); Tectonic Shift, GALLERIA CONTINUA / Le Moulin, Francia (2013); The Maze, Forum européen Arts et Territoires / The European forum Arts and local communities, ABBEAYE De Noirlac, Bruère-Allichams, Francia (2015); Avalanche, GALLERIA CONTINUA / Les Moulins, Francia (2016); The Mountain, Egyptian Pavilion, 57th Biennale of Venezia, Italia (2017).
Tra le mostre collettive più recenti si ricordano: The See Is My Land, MAXXI, Roma (2013); Senses of Time: Video and Film-based Arts of Africa, LACMA (2015), The Smithsonian National Museum of African Arts, Washington, USA (2016, 2017); Metropolis. Afriques Capitales, La Villette, Parigi (2017), Ciao Italia, Musée National de l’Historie de l’Imigration, Paris, Francia (2017).
Moataz Nasr è vincitore di numerosi premi, tra cui il Grand Prize alla 8th Biennale del Cairo (2001) e il Grand Prize alla 7th Biennale di Sharjah (2005). Ha partecipato a numerosi eventi espositivi internazionali, tra cui la 50th Biennale di Venezia (2003), la 25th Biennale di San Paolo (2004), diverse edizioni della Biennale di Dakar (2004, 2012, 2016). Nel 2017 è stato selezionato per rappresentare l’Egitto per la 57th Biennale di Venezia.

INFO PUBBLICO
Ingresso su invito

Istituto Italiano di Cultura Il Cairo
3, El Sheikh El Marsafi St. Zamalek – Cairo
iiccairo@esteri.it
http://www.iiccairo.esteri.it/iic_ilcairo/it

ORGANIZZAZIONE
ASSOCIAZIONE CULTURALE I MARTEDI CRITICI
Tel. +39 339 7535051
info@imartedicritici.it
www.imartedicritici.com

 

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