I Martedì Critici

“La Tempesta e l’isola degli incantesimi. Omaggio a Willia Shakespeare”. ALFONSO FILIERI E NELIO SONEGO in mostra

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Alfonso Filieri

ROMA 

MUSEO MARIO PRAZ BIBLIOTECA FONDAZIONE PRIMOLI

Dal 10 novembre al 14 dicembre 2016

Il Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, presenta nella sede del Museo Mario Praz la mostra La Tempesta e l’isola degli incantesimi. Omaggio a William Shakespeare, realizzata in collaborazione con la Fondazione Primoli e il Centro per il libro e la lettura.

L’esposizione, dedicata al grande drammaturgo inglese di cui ricorre quest’anno il quarto centenario della morte, è curata da Maria Giuseppina Di Monte.
Il progetto espositivo prende le mosse dalla Tempesta, scritta fra il 1610 e il 1611 e ambientata in un’isola misteriosa del Mediterraneo. Il motivo dell’isola, insieme a quello della magia e dell’illusione evocati nel titolo, sono il punto di partenza da cui Alfonso Filieri e Nelio Sonego, da tempo impegnati nella produzione di libri d’artista e di opere-libro, hanno preso le mosse ideando un percorso che si articola in due sezioni, una ospitata nella Biblioteca della Fondazione Primoli, l’altra nella sala espositiva del Museo Mario Praz.

Nelio Sonego

La mostra propone una suite di disegni, realizzati su carta lavorata a mano e accompagnati da passi tratti dal testo shakespeariano, insieme ad opere a muro, su carta e su tela, che rievocano situazioni, emozioni e memorie legate alla lettura della commedia.

Filieri e Sonego danno vita ad immagini cariche di emozione, dense di significato e percettivamente efficaci nelle quali, all’ispirazione poetica e visionaria del primo, si contrappone quella razionale e composta del secondo, in un dialogo teso e avvincente. Riportando in auge il più antico degli adagi, l’oraziano ut pictura poesis con cui si apre il primo capitolo di Mnemosine. Parallelo tra la letteratura e le arti visive, pubblicato da Mario Praz nel 1970, la mostra vuole sottolineare il carattere sinestetico e metaforico dell’esperienza artistica; essa rappresenta un tributo non solo al grande poeta inglese, ma anche a Mario Praz, che ne è stato mirabile, fecondo e acuto interprete e a Giuseppe Primoli, collezionista e bibliofilo ma soprattutto intelligente, entusiasta ed appassionato lettore.

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