I Martedì Critici

ATELIER DI LUCE E DI MEMORIA , la personale di Giuseppe Modica a Sidney

SIDNEY

ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA

Dall’ 8 dicembre 2016 

La “luce metafisica” di Giuseppe Modica approda per la prima volta in Australia, all’Istituto Italiano di Cultura di Sydney , all’Ambasciata Italiana di Canberra e all’Istituto Italiano di Melbourne con una selezione di quindici opere tra le più significative della sua ricerca degli ultimi quindici anni, in una mostra voluta e curata da Donatella Cannova, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Sydney.

Presenterà al pubblico la mostra il noto critico d’arte e professore emerito dell’università di Canberra Sasha Grishin. La mostra sarà inaugurata da S.E. l’Ambasciatore d’Italia Pierfrancesco Zazo.

Giuseppe Modica è autore nel pieno della maturità, uno dei maggiori protagonisti della pittura figurativa contemporanea. Ha esposto in numerose mostre retrospettive in importanti musei: Tour Fromage ad Aosta; Palazzo dei Diamanti a Ferrara; Casa dei Carraresi a Treviso; Complesso del Vittoriano a Roma; Loggiato di San Bartolomeo a Palermo; Palazzo Venezia a Roma; Galleria Civica di Arezzo; Palazzo del Seminario a Mazara del Vallo; Galleria Civica di Marsala; Galleria Civica di Potenza. Giuseppe Modica ha partecipato ad importanti mostre internazionali: Triennale dell’incisione a Milano; Art Basel a Basilea; Quadriennale d’Arte a Roma; Biennale d’Arte de Il Cairo; Biennale d’Arte di Venezia; Rassegna Arte italiana a Palazzo Reale di Milano. Il lavoro di Modica è stato apprezzato e ampiamente studiato da storici dell’arte e scrittori: Leonardo Sciascia, Antonio Tabucchi, Maurizio e Marcello Fagiolo dell’Arco, Claudio Strinati, Vittorio Sgarbi, Guido Giuffrè, Maria Teresa Benedetti, Giovanni Antonucci, Giovanni Faccenda, Marco Di Capua, Sergio Troisi, Antonino Cusumano, Aldo Gerbino, Gabriele Simongini, Laura Gavioli, Francesco Gallo, Roberto Gramiccia, Giovanni Lista, Giorgio Soavi, Massimo Onofri, Giuseppe Traina, Paolo Nifosì.

Giuseppe Modica è un “navigatore solitario”, un pittore non omologabile nelle consuete categorie di genere, tra i più singolari della scena artistica contemporanea. Artista di luce e di memoria è protagonista di una ricerca pittorica di armonici contrappunti e di felice circolarità che coniuga superficie e profondità, spazio fisico e tattile del presente e spazio illusorio ed immaginario della rappresentazione.

E a proposito di luce così scriveva nel 1991 Maurizio Fagiolo dell,Arco nel saggio in catalogo per la mostra del Maestro alla Tour Fromage di Aosta:…”Tutte le possibilità della sorgente luminosa troviamo esplorate in un quadro di Modica. Luce fiamminga e luce olandese, luce di Antonello e luminosità di Piero della Francesca: luce tendente allo scuro di Stomer e luce tendente al chiaro di Vermeer. La luce della luce della luce…”

Una pittura di luce e di lenta sedimentazione che coniuga tradizione ed innovazione e che ci mette in sintonia con la bellezza, la contemplazione e la meditazione. Una ricerca la sua che, traendo origine dal quattrocento (Piero della Francesca, Luca Pacioli e la divina proporzione) giunge attraverso Seurat, fino al Novecento Metafisico percorrendolo e restituendoci nel presente una inedita e misteriosa avventura di spazio-colore-luce.

Nelle opere qui esposte si coglie l’assenza, il vuoto e una straniante visionarietà che è invisibile ed enigmatica. Il non detto, la sospensione spaziale, la visione-apparizione sul filo della memoria e dell’immaginazione sono strutture ricorrenti e costanti del pensiero visivo dell’Artista.

Il lavoro pittorico di Modica complesso e composito coniuga ragione ed emozione ed incarna , sia nel senso proprio che figurato, il tema della “riflessione”. Scriveva a proposito Guido Giuffrè nel 2008: “…Lo specchio , ancora una volta protagonista nella pittura di Modica, accentra ed esalta lo smarrimento che nasce dall’incontro di oggettività e memoria, flagranza di oggetti ed eco di vite trascorse –nell’incrociarsi di prospettive rovesciate, nel rincorrersi logorante della realtà e del suo simulacro…”

Altra dimensione presente nel lavoro di Modica è la costante permanenza di una salda visione poetica e di una coerenza espressiva che, in apparenza immobile e monolitica, prolifera e si rinnova dall’interno. Così scriveva nel 2008 Claudio Strinati, in un testo dedicato all’autore :”Modica è un artista che procede in costante sviluppo, con esemplare coerenza e continuità, sul filo di un tema visivo che è sempre lo stesso ma si moltiplica e si scompone in una miriade di idee nuove per cui la sua pittura assomiglia, se vista tutta insieme, a un poliedro il cui numero di facce è talmente elevato da richiedere continui spostamenti dell’attenzione per riuscire a cogliere tutte le mutazioni della superficie che, tuttavia, resta unitaria pur nei diversi punti di vista…”

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