I Martedì Critici

UN ARCHITETTO FUORI DAL TEMPO. LE OPERE GRAFICHE E INEDITE DI CESARE LIGINI, di Lucilla Catania

Visionaria Cesare LiginiIn architettura, a differenza di quanto accade nelle arti visive, non sempre tutelare l’opera significa tutelare la memoria dell’autore. E infatti chi si ricorda più di Cesare Ligini? Molte delle sue importanti opere che per altro avevano cambiato il volto della città di Roma all’EUR sono sparite.  Un caso da “Roma sparita” che adesso si riapre con questa mostra. Dal 3 al 10 giugno al Micro saranno esposti i dipinti e l’opera grafica dell’architetto Ligini: una collezione privata che torna momentaneamente pubblica e che mostra l’evoluzione di un inedito Ligini pittore. Arricchita e non solo dalla ristampa del catalogo del 1987 la mostra “Visionaria: frammenti e visioni nell’opera dell’architetto Cesare Ligini” curata da Paola Valori, è accompagnata da un dibattito che si terrà al MAXXI il 14 giugno con interventi di rilievo come quelli della Guccione (direttore), di Luigi Prestinenza (critico dell’architettura) e molti altri esperti e docenti.

Nato a Roma nel 1913 Ligini ha partecipato alla definizione visiva di Roma con l’Istituto di Medicina Sportiva, la casa convitto delle suore Dorotee, il Velodromo Olimpico e il tanto dibattuto caso del Ministero delle Finanze che con i suoi tre grattacieli (di 60 m) si poneva come elemento caratterizzante dell’EUR direzionale contrapposto a quello più monumentale. Dopo una vita spesa nella sua professione, Ligini torna alla prima passione del disegno e della pittura. Ecco cosa vedremo, il ritorno alla matita e al pennello, alla linea pura e al primo linguaggio dove iniziavano a delinearsi le future forme di quell’universo visivo che tentava di esorcizzare il disordine della metropoli senza proporre però mai una soluzione definitiva ma sempre un panorama possibile e non l’unico possibile.

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