I Martedì Critici

THE BEST OF ARTE FIERA 2016, di Anna de Fazio Siciliano

indianaLa fiera dell’arte di Bologna quest’anno ha spento 40 candeline con una grande festa che ha invaso tutta la città. Numerose le celebrazioni, dai Maestri (a partire da Morandi al 2000) esposti al MAMBO e in Pinacoteca, alla proiezione River of Fundament di Matthew Barney al Teatro Comunale, dai premi under 30 all’intervento di Vitone all’aeroporto, dalla section Set Up in autostazione e da Favelli in Certosa fino alla notte bianca con tutti i musei aperti. A cura di Verzotti e Spadoni, è stata coordinata da Arthemisia Group con l’aiuto di supporters come l’Opificio Golinelli e il MAST. Lo spazio privilegiato, sempre quello su via Stalingrado, ha dato ospitalità con i suoi 20 mila mq oltre che ai padiglioni 25 e 26 (per l’arte moderna e contemporanea), anche al tanto discusso numero 32 dedicato ai Solo show e alla sezione fotografica (MIA) quest’ultima a conferma dell’accresciuto interesse verso la fotografia come linguaggio d’arte indipendente. Il tutto è stato condito da incontri pensati per i collezionisti, le cosiddette conversations che hanno visto interventi tra gli altri di Vettese, Politi, Bonomi, Dambruoso, Garutti e Ribuffo (assenti però due grandi protagonisti come Zegna e Pistoletto). 222, tante, tantissime (per alcuni troppe) le gallerie espositrici, di queste alcuni allestimenti sono apparsi già musealizzabili, di altre invece non si è compreso il motivo della loro presenza. Bella la scelta delle gallerie londinesi Repetto e Zodo che hanno esposto anche arte italiana e le milanesi Pack e Lia Rumma, Artra (foto di Lulaj) e Guastalla. Confermano con interventi fieristici di qualità anche le gallerie: Accademia (Fioroni, Hartung), la storica Mazzoleni e la Biasutti di Torino (con “Frutta caduta” di Gilardi) Bibo’s di Todi, MLB di Ferrara, Continua di San Gimignano (foto di Ozzola “Dunes and dreams”), Tornabuoni di Firenze, Cortesi Gallery di Lugano (con Paladino, Vezzoli, Dadamaino), Contini di Venezia (con Indiana e Mitoraj), la galleria romana Russo che porta i giovani Ottieri e Felisi, Trisorio di Napoli (M. Albanese, F. Corneli), Secci di Firenze, Giraldi di Livorno, Paci di Brescia e Vistamare di Pescara.

Forse più classica che innovativa, la Fiera ha comunque portato alla ribalta alcuni lavori davvero interessanti, noti e meno noti, come quello di Michele Guido, Silvia Camporesi, Grazia Varisco. Intensa è stata la presenza di Turi Simeti oltre a Pistoletto, Fontana, Alighiero Boetti, Schifano in tutte le salse insieme a Vedova e Burri sia in grandi dimensioni che piccole, De Chirico, Balla, Capogrossi. Tra le gallerie bolognesi si è distinta la Astuni con i neon di Jankowski e le foto di Nannini della galleria Forni. Interessanti le figure in aggetto di Deodato e senz’altro ammirevole il lavoro di Andrea Mori con “Un viandante verso Innsbruck” (2014), pregevoli i lavori di Megert e gli scatti di Regina José Galindo come “Hilo de tiempo”. Di G.M. Tosatti (Lia Rumma) è notevole “The dreams they ’ll never surrender” opera dedicata a persone come Mandela o Gramsci che hanno speso la loro vita in carcere per non ricusare le proprie idee.

Molte altre sono le gallerie italiane meritevoli di menzione: Open art di Prato con “Carmina Burana” di Walter Fusi (da qualche anno scomparso) e il lavoro di Jiri Kolar, Verrengia di Salerno con la Novello e Paolo Radi, Allegra Ravizza di Lugano con Nanda Vigo, Caldirola di Monza (con cavo elettrico appeso “Per sedurre gli insetti” di Grassino, 2015), Montrasio di Monza per la quale si vede in via del tutto eccezionale qualche Ballocco. Per la sezione Solo Show al 32°, il Cembalo di Roma porta i moniti di Biasucci. Gio arte di Mestre espone un “paesaggio italiano” con nuvole di Tano Festa e foto di Jodice. La galleria Menhir di La Spezia porta l’arte analitica di Dolla, Erben e sopra tutti Zappettini (di cui si inaugura la mostra a marzo con la curatela di Fiz). Belle le esposizioni della Lattuada di Milano, Conceptual di Bergamo, Labs di Bologna, Farsetti di Prato. Una menzione speciale va al lavoro di The Bounty Killart allo stand della MAAB di Milano, e a “Le città del pensiero” di Silvia Camporesi della scuderia MLB gallery. Fa parte della sezione “Private Galleries in the City” la galleria P420 che ha portato la bella foto in b/n di G. Trbuljak “Chiuso e conservato in galleria”, anche Art Forum contemporary incentra il programma sui “Due amici” del 2014 (tiglio, acrilico e led) di Peter Demetz. Per la fotografia sono da tenere a mente quelle di Gioberto Noro (“Omaggio alla nuvola” dalla Peola di Torino), le opere di Brassesco e Norberto, Nicolò Quirico, Bruno Cattani, Paolo Bongianino e Luciano Romano oltre a Salgado per la galleria PH Neutro di Pietrasanta (Lucca), sempre la Camporesi insieme a Ghirri per Photografica di Lugano, “Luna” di Jenny Boot per la galleria di Amsterdam The public house of art. In quanto a opere scultoree oltre ai classici sono da considerare i bronzi patinati del 2015 di Alex Pinna (Punto sull’arte di Varese).

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