I Martedì Critici

RINASCE A TREVISO IL MUSEO DEDICATO AD ARTURO MARTINI, di Anna de Fazio Siciliano

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Il Museo Bailo di Treviso, nello storico quartiere di Borgo Cavour.

Dopo solo due anni di ristrutturazione rinasce il museo dedicato ad Arturo Martini. I lavori hanno coinvolto l’impegno di diverse società, il Consorzio Marca Treviso, Arthemisia Group e lo Studiomas. Per ben 1130 mq di superficie espositiva, il lungo percorso di opere accoglie non solo i preziosi di Arturo Martini ma anche una grossa fetta di arte moderna, dai Macchiaioli alla seconda Guerra Mondiale. Martini, trevigiano doc, è lo special guest. Nel cortile d’ingresso inaugura infatti con “Adamo ed Eva” acquistato grazie a un’azione collettiva dei cittadini. Tra primo piano e pianterreno, illuminati da grandi finestre a vetro, le opere si susseguono in ordine cronologico. Dalla ritrattistica e i paesaggi di fine Ottocento (Guglielmo e Beppe Ciardi) si osservano per inediti raffronti le tavole impressioniste di Apollonio e Cargnel, quelle simboliste di Alberto Martini e quelle dei veneziani affascinati dal pennello di Gaugain come Gino Rossi. Il secondo piano si concentra esclusivamente sulle terrecotte, i gessi, i bronzi e le opere grafiche di Arturo Martini. Dello scultore un’opera che avvolge completamente lo spettatore è senz’altro la “Venere dei Porti”. Di una bellezza doppia, conturbante la scultura, modellata direttamente dentro la fornace, ritrae un nudo di donna appena abbozzato. Non meno accattivante, la sezione plastica e dei rilievi, fa sfilare la via crucis di Martini e una essenziale gipsoteca di Carlo Conte. Tra i capolavori della collezione ci sono i disegni di Martini, “Donne in maschera” di Bepi Fabiano, gli olii di Luigi Serena. Il museo, ridisegnato da una ex fabbrica (era il convento degli Scalzi) valorizza l’arte del ‘900 e con un numero elevato di opere martiniane (130) riafferma pienamente il segno identitario del territorio, rispingendo Treviso tra le più belle e artisticamente più interessanti mete turistiche e culturali.

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