I Martedì Critici

“La distanza delle ragioni”. Una doppia personale di VERONICA BOTTICELLI e KHEN SHISH

ROMA

GALLERIA ANNA MARRA CONTEMPORANEA

Dal 18 settembre al 28 ottobre 2017

A cura di Giorgia Calò

 

Anna Marra Contemporanea è lieta di presentare la doppia personale curata da Giorgia Calò dal titolo La distanza delle ragioni, che affianca le ricerche di due pittrici, Khen Shish (Safed 1970) e Veronica Botticelli (Roma 1979). La mostra nasce dal desiderio di indagare alcuni aspetti che muovono la pittura oggi. Una pittura in cui l’incontro tra il figurativo e l’astratto sembra oltre che vitale anche naturale, raggiungendo un suo straordinario equilibrio.

Entrambe le artiste lavorano su grandi formati e usano il disegno su carta a complemento delle rispettive ricerche. Shish guarda con attenzione l’espressionismo tedesco e la Transavanguardia (ha vissuto alcuni anni a Berlino e a Roma), nonché ai canoni della vecchia generazione della pittura israeliana. Botticelli si rifà invece ad una tradizione tutta italiana o per meglio dire romana, dalla Scuola di Piazza del Popolo alla Scuola di San Lorenzo.

Nel loro modo di fare pittura le accomuna la gestualità, intuitiva quella di Khen, più riflessiva quella di Veronica, e la continua ridefinizione dell’immagine, come se non fossero in grado di arrestare l’esecuzione e considerare il lavoro terminato. In questa processualità – spiega Giorgia Calò – c’è un senso estremamente femminile e materno di approccio con l’opera: c’è un tempo di gestazione, un rapporto quasi simbiotico, il trauma del distacco.  Entrambe si affidano ai luoghi segreti del ricordo dove andare a scavare, per far emergere parti del loro subconscio espresso nei piccoli indizi sparsi sulla tela.

La pittura di Khen Shish è carnale, si fonda su ordine e disordine in cui si alternano colore e segni violenti, immagini iconiche e aniconiche, forma e astrazione. Odia le cornici e tutto ciò che può contenere, delineare, sostenere entro confini stabiliti la sua pittura debordante. Le opere di pura fantasia sembrano vie di fuga dalla realtà, a volte ci conducono in luoghi fantastici, altre volte sembrano le scenografie di un incubo. Questa del resto è la natura dell’essere umano fatta di gioia e dolore, angoscia e felicità, sembra voler suggerire l’artista. Le immagini di Khen si cristallizzano per ripetersi sotto forma di fiori, cuori, uccelli, occhi, caratterizzati dal tratto quasi capace di recidere la tela, dai colori chiassosi e dal nero che sembra imporsi su tutto. E poi c’è l’intaglio su carta, fatto di gesto e azione, che porta il dipinto a staccarsi da ogni realtà.

 

L’iconografia di Veronica Botticelli, invece, si risolve in un unico tema dalle mille sfaccettature, dai mille significati. Si tratta delle famose Singer, quelle che usavano le nostre mamme e nonne per cucire. Simbolo per eccellenza di una certa femminilità, forse perduta, e della manualità che suggerisce l’atto creativo. L’artista sembra aver congelato l’immagine, facendola emergere da uno sfondo strutturato su grandi campiture di colore, su cui interviene applicando carte che diventano un tutt’uno con la tela. Veronica sceglie volutamente questo oggetto per la sua forte carica poetica, facendolo così assurgere al ruolo di custode di ricordi, personali e collettivi, in cui si mescola il nostalgico pensiero che ci troviamo davanti un’opera capace di suggerire l’incanto di un tempo perduto.

Veronica Botticelli | Roma, 1979

Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma. Comincia ad esporre nel 2004 partecipando a “Cortilarte”, una mostra collettiva organizzata da Casa Della Letteratura a San Lorenzo. Nel 2006 vince il primo premio al concorso nazionale di arti visive organizzato da ANMIL e INAIL a Palazzo della Cancelleria a Roma. Nello stesso anno espone nella personale Ateliers d’ Artista alla biblioteca di villa Mercede in collaborazione con la Fondazione Pastificio Cerere .

Dopo la partecipazione a diverse collettive nel 2010, Fabio Sargentini cura una sua personale “Un quadro nel teatro” presso la Galleria L’Attico di Roma. Nel 2011, durante il suo soggiorno a New York, espone a L.E.S Gallery, CSV Center di New York. Nel 2012 è una dei giovani artisti selezionati nella 5a edizione del Premio VAF con una mostra itinerante, Stadtgalerie, Kiel, Museom Biedermann, Donauschingen in Germania e CIAC, Centro per l’Arte Contemporanea, Castello Colonna, Genazzano.

È assegnataria del Premio Giovani 2014 dell’Accademia di San Luca.

Nel 2015 è finalista per Premio Terna per la sezione Pittura.

Vive e lavora a Roma.

 

Khen Shish | Safed, 1970

Khen Shish è un’artista di origini tunisino-israeliane. Shish ha conseguito il master in Belle Arti presso la Bezalel Academy of Arts and Design, a Gerusalemme (1997-1999).

Le opere di Shish coprono una vasta gamma di tecniche: pittura, disegno, collage, affresco e installazioni. Le sue opere sono state esposte in musei e gallerie israeliane e internazionali di primo piano, nell’ambito di mostre personali e di gruppo. Fra queste:

NordArt, Kunstwerk, Büdelsdorf, Germania (2016), ZDSLU Gallery, Ljubljana, Slovenia (2016), Gordon Gallery, Tel Aviv (2015), Galerie Le Minotaure, Parigi (2014), C1 Gallery, Berlino (2014), The Israel Museum, Gerusalemme (2011), Tel Aviv Museum of Art, Tel Aviv (2011), Ashdod Art Museum, Ashdod (2010), Hagalleria, Parigi (2009), Naomi Arin Gallery, Las Vegas, Nevada (2009), Habers Gallery, Vienna (2008), Alon Segev Gallery, Tel Aviv (2008), Kodra Visual Art Festival, Thessaloniki (2006), OK Center for Contemporary Art, Linz, Austria (2003), RAM Foundation Gallery, Rotterdam (2002), Wigmore Fine Art Gallery, Londra (2000).

Shish ha vinto il premio per la pittura della Landau Foundation (2013), il premio Legacy Heritage Fund, presso il Tel Aviv Museum of Art (2007) e il premio Eugen Kolb Foundation (2003). L’artista vive e lavora a Tel-Aviv.

 

 

http://annamarracontemporanea.it

 

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